TUTTO QUELLO CHE C E’ DA SAPERE SUI NUOVI VOUCHER

TUTTO QUELLO CHE C E’ DA SAPERE SUI NUOVI VOUCHER

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Chi può usarli e chi no. Cosa devono fare famiglie e aziende. Quanto guadagna un lavoratore e che obblighi ha. Le novità dei buoni lavoro

Chi può comprare i voucher?

Le famiglie possono usare il libretto a loro dedicato per pagare lavori come le pulizie domestiche, le ripetizioni scolastiche, il giardinaggio o piccole manutenzioni. Il compenso minimo è di 10 euro all’ora, che diventano 8 al netto dei contributi.

Le imprese che hanno accesso al contratto di prestazione occasionale sono le micro: non possono avere più di cinque dipendenti e tutti devono essere assunti a tempo indeterminato. Il contratto riguarda professionisti, lavoratori autonomi, associazioni, fondazioni, imprese. Anche le aziende agricole e la stessa pubblica amministrazione possono farvi ricorso.

Il costo orario è diverso da quello dei collaboratori famigliari: per quattro ore la paga base è di 36 euro. Dalla quinta in poi, il costo orario è di 9 euro.

Cosa ottiene il lavoratore?

Il voucher assicura l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro e il versamento dei contributi previdenziali nella gestione separata. Il lavoratore ha diritto a un riposo giornaliero e alle pause in settimana. Il lavoratore ha due limiti nelle mansioni pagare con voucher.

Il primo è un tetto agli introiti. Può guadagnare in un anno al massimo cinquemila euro attraverso lo strumento del voucher. Da ciascun datore di lavoro può ricevere fino a 2.500 euro in dodici mesi. Questi redditi non sono tassati ai fini Irpef, ma contribuiscono al calcolo del reddito necessario per ottenere o rinnovare il permesso di soggiorno e non modificano lo status di disoccupato. Il secondo limite è orario: un lavoratore può svolgere al massimo 280 ore in regime di voucher in un anno.

Cosa deve fare il datore di lavoro

Che sia una famiglia o un impresa, chi paga in voucher da oggi deve iscriversi sul sito dell’Inps o attraverso il call center dell’istituto previdenziale. Bisogna quindi avere a portata di mano il codice pin dell’Inps o le credenziali di Spid o Cns. Entro fine luglio anche i patronati potrebbero svolgere le pratiche come intermediari.

Non si userà più il buono cartaceo che si comprava in tabaccheria. Il datore di lavoro verserà con un F24 una somma nelle casse dell’Inps e avrà un conto da cui provvederà a pagare le prestazioni entro il giorno 15 del mese successivo. Quindi, se emetto un voucher per delle ripetizioni ad aprile, ho tempo fino al 15 maggio per saldare il conto. Di fatto, quindi, Inps terrà le fila dei flussi di informazioni sulle prestazioni, che devono essere comunicate dal datore di lavoro all’istituto, e dei relativi pagamenti. Le famiglie possono alimentare il conto con versamenti pari alla somma minima del voucher, quindi 10 euro o multipli (20 euro, 30 euro, 40 euro ecc.).

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